8 marzo

Essere donna è potere: celebriamolo oggi e sempre

Ci chiamano il sesso debole, ma dentro di noi risiede una forza incrollabile. Generiamo la vita, sopportiamo dolori immensi, affrontiamo ingiustizie e pregiudizi. Eppure, ogni giorno ci rialziamo, più forti di prima. L’8 marzo non è solo una celebrazione, ma un promemoria: siamo noi a definirci. Siate donne libere. Siamo donne libere.

Ci chiamano il sesso debole, eppure siamo noi a generare la vita.
Portiamo in grembo la promessa di continuità, e per quaranta settimane due cuori battono dentro di noi, in perfetta simbiosi con un altro essere umano.

Poi arriva il parto, esperienza che segna il confine tra la vita e la morte. Siamo il varco attraverso cui le anime giungono nel mondo, pronte a vivere l’esistenza umana. Siamo luce e oscurità per le anime nuove e per quelle antiche.

Ci chiamano il sesso debole. Ma dentro di noi risiede una forza incommensurabile. Siamo state create per sopportare dolori sovrumani, e questa resistenza va oltre il semplice fatto di essere biologicamente predisposte a dare la vita. Perché, anche quando non diventiamo madri, madri lo siamo comunque. La nostra forza interiore è un diritto innato, evidente agli occhi di tutti—tranne di coloro che scelgono di negarla.

Siamo donne. Schiacciate dalle ingiustizie, discriminate rispetto ai nostri pari, caricate di responsabilità. Siamo educatrici del futuro dell’umanità.

Siamo donne. Giudicate quando scegliamo di vivere a modo nostro. Condannate se non rientriamo nei ruoli che una società cieca ha deciso per noi.

Ci definiscono deboli, isteriche, troppo sensibili, vulnerabili.

Ma una cosa è certa: la nostra rivincita è possibile.

Siamo noi a definirci.

Siate donne libere.
Siamo donne libere.

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