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Tornare al centro: il corpo come porta d’accesso al silenzio interiore

Tornare al centro significa rallentare, ascoltarsi e riscoprire il corpo come bussola interiore. Una riflessione sullo Yoga come pratica di presenza e ritorno a sé.

In un mondo che ci spinge costantemente verso l’esterno, lo Yoga ci invita a ritrovare l’essenziale. Un viaggio di osservazione, pratica e presenza attraverso il corpo.

Viviamo in una realtà sempre più materiale, orientata all’apparenza e alla ricerca di giustificazioni per ogni evento della nostra vita. In questo contesto, sentiamo il bisogno profondo di un sistema che ci riporti al nostro centro.

Spegnere il rumore e imparare ad ascoltare ciò che accade dentro di noi è ormai una priorità. Ed è proprio qui che lo Yoga diventa un prezioso alleato.

Una pratica consapevole, che punta all’osservazione e lascia andare qualsiasi obiettivo se non quello di quietare la mente, ci guida verso la presenza. Il fuoco dell’attenzione si sposta: da fuori a dentro, dal materiale allo spirituale.

Non è affatto semplice mantenere questo stato di centratura, perché la vita frenetica in cui siamo immersi ci trascina continuamente lontano. Dimentichiamo di ascoltarci — o peggio, lo facciamo ignorando i segnali del corpo.

Qual è il ruolo del corpo in tutto questo?

Nello Yoga, il corpo è un mezzo, uno strumento a nostro servizio per imparare ad osservarci con maggiore attenzione. Mantenere la concentrazione sul respiro e, allo stesso tempo, restare consapevoli di ciò che accade dentro di noi richiede diversi livelli di abilità.

Non è lo stesso farlo in una posizione semplice o in una che richiede più sforzo fisico. Ed è proprio qui che entrano in gioco le āsana, le posture dello yoga: corpo e mente che si fondono in un’unica unità, senza separazione.

Due aspetti di un solo insieme, al servizio del nostro benessere. Un cammino per attraversare con più leggerezza la sofferenza che comporta il vivere, quando ci lasciamo trascinare da emozioni o eventi esterni.

Quando resti saldo nel tuo centro, la vita può accadere senza travolgerti.

“Lascia che la vita accada.”

Una frase che porto impressa nel cuore, ripetuta spesso dal mio Maestro, Antonio Nuzzo.

Da dove iniziare nella pratica

Scegli una guida che senta la tua stessa vibrazione. Comincia con piccole pratiche quotidiane ma costanti: è nella ripetizione e nella disciplina che si costruisce un cammino stabile e fruttuoso.

Studia, osserva… ma soprattutto, sperimenta.

Scrivi ciò che scopri di te lungo la strada.
E quasi per magia, il tuo sguardo tornerà a rivolgersi all’interno, guidato da chi quel cammino l’ha già percorso — e dalla tua stessa bussola interiore, alimentata da quell’intuizione profonda che tutte possediamo, ma che a volte crediamo di aver perduto.

✨ Anche tu stai tornando al tuo centro? Mi piacerebbe leggere la tua esperienza. Puoi condividerla nei commenti o scrivermi direttamente.

Mónica

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